“Aboliamo” l’abolizione dei minimi tariffari – Legge 248/2006.

Dalla Legge 248/2006:

Art. 2. Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali.

1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonche’ al fine di assicurare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

    a) l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;

Sembrerebbe cosa buona e giusta… e invece…

Da questo punto nasce l’appello di INARSIND: “Aboliamo” l’abolizione dei minimi tariffari – Legge 248/2006. | INARSIND, per riavere il giusto compenso, soprattutto equo, per chi di libera professione vive e per chi ha anche una famiglia, sogni e un futuro da costruire. Ma soprattutto perchè in tempo di crisi economica, c’è bisogno di garanzie. Non si può passare solo come una categoria di scansafatiche, capace di evadere, di spostare capitali all’estero, di delinquere.

Come dice nell’articolo l’ing. Maurizio WIESEL (componente del comitato esecutivo nazionale INARSIND), la legge nasceva per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, attraverso la liberalizzazione di attività imprenditoriali e la creazione di nuovi posti di lavoro. Ma nulla di tutto questo si è verificato, anzi… è stata la rovina di migliaia di tecnici.

Eppure dal 2006 ad oggi il nostro governo centrale molto poteva fare, ma è rimasto indifferente anzi ha fatto si che si arrivasse ad una decrescita qualitativa del progettato, oltre che ad alimentare una “guerra tra poveri”. E se anche ci sono state proposte per l’abolizione (vedi: Il Ministro della Giustizia Alfano annuncia la cancellazione del decreto Bersani) nulla è stato fatto fino ad oggi.

Speriamo si cominci a lavorare da qui…