Travi REP: Le linee guida del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici.

Negli ultimi anni le travi tralicciate hanno sollevato, un grande interesse, accompagnato anche da un incremento del loro volume produttivo.

Quando l’ingegner Salvatore Leone ha concepito la trave REP, nel lontano 1967, ha pensato alla realizzazione di una trave in acciaio più leggera rispetto alle travi a doppio T. In quel periodo tale struttura doveva per forza essere prodotta con l’acciaio da carpenteria metallica, in quanto l’acciaio da c.a. non era saldabile, a causa dell’elevato contenuto di carbonio. L’evoluzione produttiva degli acciai da c.a. ha consentito poi, di sostituire gli elementi in quanto tutti gli acciai prodotti in Italia sono prodotti a basso contenuto di carbonio e quindi saldabili.

Questo sistema ha dalla sua dei vantaggi:

  • Notevole abbattimento dei costi e dei tempi d’esecuzione dell’opera con l’eliminazione della carpenteria in legno ordinaria, puntelli, disarmi, trasporti, etc.
  • Raggiungimento di ampi spazi con travi tralicciate a spessore di solaio a parità di carichi d’esercizio rispetto ad una struttura tradizionale.
  • Riduzione del calcestruzzo impiegato rispetto ad una struttura tradizionale.
  • Alleggerimento della struttura e degli scarichi in fondazione.
  • Imprescindibile versatilità e compatibilità con strutture di altro genere.
  • Idoneità delle nostre strutture in zone sismiche.
  • Facile impiego nelle opere di ristrutturazione con abbattimento degli eventuali e complessi problemi organizzativi di cantiere.
  • Cantieri più puliti e più sicuri per la mano d’opera.

Di contro però ha ancora una certa incertezza in fase di progettazione e calcolo, tra l’altro il metodo che si utilizza è ancora quello scritto da Leone [S. LEONE, “Procedimenti di calcolo per travi REP”. Associazione Produttori travi REP, Milano, marzo 1972.], che i vari produttori hanno integrato con le loro teorie o prove, non sempre chiare e coperte dal segreto aziendale. Per questo di solito chi fornisce le travi REP fornisce anche un calcolo a firma del progettista.

Data l’incertezza che la nuova tecnologia porta con se, il D.M. 14.01.2008 classifica le travi REP al punto 4.2 della norma come materiali non tradizionali:

I materiali non tradizionali o non trattati nelle presenti norme tecniche potranno essere utilizzati per la realizzazione di elementi strutturali od opere, previa autorizzazione del Servizio Tecnico Centrale su parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, autorizzazione che riguarderà l’utilizzo del materiale nelle specifiche tipologie strutturali proposte sulla base di procedure definite dal Servizio Tecnico Centrale. Si intende qui riferirsi a materiali quali calcestruzzi di classe di resistenza superiore a C70/85, calcestruzzi fibrorinforzati, acciai da costruzione non previsti in § 4.2, leghe di alluminio, leghe di rame, travi tralicciate in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante,…..

E proprio il rilascio di queste certificazioni e la validazione di un codice di calcolo univoco ha sempre acceso il dibattito fino ad oggi, quando il Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici si è espresso in merito, introducendo le

Linee guida per l’utilizzo di travi tralicciate in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante e procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’impiego.

Le Linee Guida (consultabili qui) prevedono che ogni ditta produttrice di travi reticolari miste che ritenga che la trave prodotta appartenga ad una delle categorie indicate alle lettere a) o b) del paragrafo 2 delle stesse, dovrà documentare tale circostanza al Servizio Tecnico Centrale con apposita relazione descrittiva e di calcolo, idonea a dimostrare il rispetto delle caratteristiche e dei requisiti richiesti per la specifica categoria. Il Servizio Tecnico Centrale, esaminata la documentazione e accertata l’appartenenza ad una delle due categorie predette, ne darà conferma al richiedente. Ove la trave appartenga alla lettera c) del paragrafo 2, o comunque il Servizio Tecnico Centrale rilevi tale circostanza, ciascun produttore  richiederà il rilascio dell’autorizzazione all’impiego, come previsto dal punto 4.6 del DM 14.01.2008, completando adeguatamente la documentazione.

Un passo avanti per la sicurezza strutturale, anche se il passo succesivo più importante deve essere quello di presentare un metodo di calcolo che non sia più appannaggio dei soli addetti ai lavori (le aziende), ma anche di chi tutti i giorni progetta e costruisce strutture. Ad oggi l’unico punto di riferimento per i tecnici oltre che il metodo proposto dall’ing. Leone è il Prontuario REP, dove c’è scritto tutto tranne il modo con cui vengono calcolate. Cioè L’unica cosa importante.

Maggiori info: http://www.rep.eu, http://www.tecnostrutture.eu, google.it.

Approfondimenti e Pubblicazioni:

S. Leone, “Procedimenti di calcolo per travi REP”. Associazione Produttori travi REP, Milano, marzo 1972.

L. Pagnini, B. Palazzo, G. Spadea , “Indagine sperimentale sul comportamento a rottura di travi composte acciaio-calcestruzzo – report 64”.  Università di Calabria, 1983.

C. Amadio e altri, Analisi di un sistema ibrido sismo-resistente costituito da elementi tralicciati in acciaio inglobati nel calcestruzzo”. Estratto dagli atti del 17° Congresso C.T.E. Roma, 5-6-7-8 novembre 2008